Nato da un’urgenza creativa vissuta durante il lockdown, lo spettacolo intende celebrare il potere dell’arte come mezzo per elaborare emozioni universali che attraversano il tempo.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Lia Locatelli, è una fusione visionaria di prosa e musical che conserva intatta la bellezza immortale dell’opera originale, esplorandone i messaggi con un linguaggio visivo e sonoro attuale.
Fedele al testo shakespeariano in ogni dettaglio, Romeo e Giulietta Revolution rivela quanto quei sentimenti immortali riescano ancora a parlare al pubblico di oggi.

La primissima idea realizzativa, infatti, nasce dalla mente della regista Lia Locatelli in Lockdown, a seguito di due anni di Covid, durante i quali molti giovani interpreti ed artisti cittadini hanno lottato dalle loro camere imbracciando armi chiamate teatro, recitazione, comunicazione ed emozioni espresse, per poter continuare ad essere sé stessi, per dire la loro e per continuare a vivere.
L’azione si svolge nella bella Verona, ma Verona è ovunque, è sempre, poiché le emozioni dei protagonisti, vivono anche oggi e sono così sorprendentemente simili alle nostre.
Questa è la forza di Shakespeare, che ha reso immortale tutto ciò che ha scritto comprendendo profondamente l’animo umano: cambia i vestiti negli anni, ma non la qualità dei propri sentimenti.
“Romeo e Giulietta Revolution” è il risultato di un’urgenza creativa
“Romeo e Giulietta Revolution” è uno spettacolo fluo-poetico con musiche inedite, coreografie voguing e canzoni cantate live dai performer, che porta estremo rispetto al classico shakespeariano, di cui mantiene fedelmente il testo in ogni suo dettaglio.
Lo spettacolo risponde alla volontà dell’autore: parlare di uomini e donne, emozioni, umanità e sentimenti, immortali alle epoche storiche.
Shakespeare è qui e ora, nei nostri telegiornali, sui nostri social e nelle pagine dei quotidiani e questo prodotto ne è la testimonianza.
È il risultato di un’urgenza creativa che viene espressa chiaramente dalla definizione dello scrittore americano Paul Auster:
“l’arte della fame”.
Questa, infatti, è una pièce che viene dalla fame di parlare di teatro, raccontando con rispetto quello bello, il più bello.

L’idea artistica
Lo spettacolo non racconta solo della guerra tra Montecchi e Capuleti, ma si schiera apertamente contro tutte le guerre e le diversità: un lavoro di introspezione di attori, ballerini e interpreti, diretto da Lia Locatelli, esperta del metodo Strasberg, che passa attraverso uno studio approfondito e consapevole sulle emozioni umane, affiancato dalla creazione di musiche techno inedite inserite in punti chiave (scritte dai !Kungsan Band), che non ci riportano necessariamente solo all’oggi, ma all’ovunque e sempre.
La musica techno dalla natura così insistente, in assenza di testo, è infatti in grado di trasportare il pubblico in un viaggio emotivo soggettivo.
Le onde sonore sapientemente studiate, battono nei nostri stomaci con dolcezza, alle volte rabbia, alle volte seduzione, alle volte cattiveria.
Ed ecco come l’affiancamento al testo classico renda tutto più reale, tangibile, facilmente percepibile. Presente.
Gioele Cosentino e Mirko Vita, ballerini di Voguing premiati al livello internazionale, aggiungono in un paio di momenti forza e fierezza alle scene, la stessa forza che il testo porta con sé da centinaia di anni.
Francesco Colombo, musicista jazz, aggiunge un tocco di classe in alcuni dei momenti più salienti dell’opera.
Un romanticismo elegante, in linea con tutto lo show.


Il make-up è un tributo moderno alle tribù africane che vivono guerre sanguinarie, e i costumi, semplici ed essenziali, cambiano semplicemente di colore tra il primo atto, bianchi, ed il secondo, neri, come se il male, il dolore contaminasse le anime di tutti.
Uniche anime a rimanere pure sono proprio Romeo e Giulietta, mosche bianche anche in morte, in una comunità corrotta.
Nel brano “Odio” le attrici, alte più di due metri e che indossano giganteschi costumi scenografici, sono accompagnate da video di cronaca, che raccontano ciò che la rabbia possa fare all’interno di qualsiasi società.
La ricerca sofisticata di bellezza ed essenzialità sta anche nelle proiezioni inedite disegnate dall’esperto Niccolò Maggio per la venue.
Una Verona semplice, emozionante, in cui dare importanza ai dettagli e nella quale i protagonisti vengono immersi e sommersi.
Le Luci, spesso di taglio e di contro, contribuiscono a rendere la scena ancora più drammatica.

REGIA, TECNICI E PERFORMER
Lia Locatelli
Regista e interprete
Attrice, regista teatrale, docente di recitazione, cantante e Direttrice Artistica della Scuola dello Spettacolo Performative M.Art.E di Varese.
Diplomata presso la Scuola di Teatro “A. Galante Garrone” di Bologna, tiene masterclass professionali per il cinema, avendo studiato con registi di rilievo a Cinecittà, nonché per il teatro presso il Piccolo Teatro di Milano, l’Accademia Paolo Grassi e con maestri dell’Actor Studio di New York.
Specializzata nel metodo Strasberg, ha svolto numerosi tour nei maggiori teatri italiani e collaborato con produzioni cinematografiche, televisive e web. In qualità di docente di recitazione, collabora con realtà quali Netflix e YouTube, nonché con attori, performer e influencer di rilievo.
Insegna discipline inerenti al teatro, alla recitazione per palcoscenico, web e cinema, oltre al Musical Theatre, rivolgendosi a un ampio ventaglio di fasce d’età.
Niccolò Maggio
Regia tecnica
Tecnico del suono, tecnico video e programmatore di media server, con vasta esperienza in eventi dal vivo, gestione eventi, e regia teatrale e televisiva.
Ha lavorato a trasmissioni in diretta per Rai, Sky e Mediaset, e in prestigiosi teatri nazionali (tra cui Prima della Scala nel 2020 e 2021).
Artisti Vari
Musiche e Coreografie
Gioele Cosentino e Mirko Vita, premiati nell’arte voguing, integrano energia visiva e forza espressiva. La colonna sonora è firmata dagli !Kungsan Band e da Francesco Colombo, con suoni che spaziano tra techno e jazz, creando una narrazione sonora che amplifica ogni emozione.






